Una mela al giorno | Una spesa “leggera”

Quando facciamo la spesa, assieme ai prodotti che ci interessano, compriamo anche i loro imballaggi. Ma sono proprio necessari o potremmo farne a meno? Cerchiamo di capire insieme quali possono essere le alternative!

 

07_

Prima di passare alla dispensa, vogliamo portare in tavola un’ultima riflessione che riguardi il tema della spesa: gli imballaggi. Infatti, se ci soffermiamo un istante, ci rendiamo conto che la maggior parte di quello che acquistiamo è racchiuso in involucri di diversi tipi e di come, quindi, le nostre abitudini alimentari comportino un utilizzo costante di materiali come plastica, vetro, carta, alluminio, etc.

La plastica, grazie alla sua versatilità, assume a tal proposito un ruolo decisamente rilevante. Bisogna infatti riconoscere che l’invenzione degli imballaggi si è rivelata fondamentale non solo per contenere il cibo in un ambiente protetto, garantendo dunque la massima sicurezza igienica, ma anche per la sua conservazione nel tempo. Gli imballaggi hanno permesso inoltre di immagazzinare e trasportare il cibo facilmente, anche per lunghissime distanze.

Per di più la confezione ha il compito di presentare gli alimenti che contiene, una sorta di lavagna che comunica diverse informazioni utili, ma spesso diviene veicolo di pubblicità e marketing.

Ma, tornando alla nostra quotidianità, osservando i volumi dei nostri rifiuti domestici capita di veder spesso i bidoni traboccare in pochi giorni. Succede anche a casa vostra?

Quindi, se per certi aspetti  dobbiamo riconoscere l’utilità di questi progressi che hanno perfezionato i mezzi con i quali il cibo ci viene offerto, d’altro canto sarebbe opportuno riflettere sulla reale necessità del packaging.

Inoltre, scartando il nostro cibo, dovremo considerare che ciò che con un rapido gesto gettiamo nella pattumiera prevede un costo materiale (e ambientale) che paghiamo al momento dell’acquisto (purtroppo quello ambientale difficilmente viene preso in considerazione). Lo smaltimento dei rifiuti, anche se attuato attraverso una raccolta differenziata che permette almeno in parte il riciclo dei singoli materiali, ha un tremendo impatto sull’ambiente. In particolare, le conseguenze dell’accumulo dell’enorme massa di plastica non biodegradabile sono disastrose perché durante il suo incenerimento vengono rilasciate sostanze tossiche, come la diossina, molto inquinanti. In alternativa viene scaricata in modo irresponsabile nell’ambiente inquinando i nostri terreni e creando danni irreparabili a flora e fauna acquatica. In generale comunque l’ecosistema non è in grado di assorbire l’enorme quantità di rifiuti che attualmente produciamo.

Come sarebbe dunque un mondo senza plastica o con una quantità inferiore di rifiuti? Almeno inizialmente sicuramente più scomodo, ma per tanti aspetti della nostra vita sarebbe sicuramente possibile. Per esempio, possiamo praticare una spesa diversa, più “leggera”, senza il peso dell’imballaggio!

Alcuni negozi specializzati vendono i prodotti sfusi e possiamo portarceli a casa utilizzando i nostri contenitori. I vantaggi sono molteplici: innanzitutto gli acquisti sono già pronti per essere messi in dispensa e si ha la possibilità di acquistare solo la quantità desiderata, evitando possibili sprechi. Inoltre in questi negozi molto spesso i prodotti rispondono a criteri di sostenibilità (biologici e/o provenienti da filiera corta). I negozi alla spina si stanno diffondendo sempre di più negli ultimi anni, alcuni sono indipendenti mentre altri appartengono a vere e proprie catene. Offrono non solo prodotti alimentari, ma anche per la pulizia della casa e personale e sono presenti in tutta Italia (qui un breve elenco).

Non dobbiamo temere che l’acquistare senza packaging ci porti a non avere più informazioni sul prodotto. I prodotti sfusi sono quasi sempre accompagnati da una scheda che contiene le informazioni essenziali (e non quelle superflue!). Inoltre i venditori di questi negozi sono generalmente sempre molto disponibili a rispondere a tutti i chiarimenti. Perdere il marchio sulla confezione, ci potrebbe far scoprire il lato relazionale umano del nostro shopping.

Insomma, con una spesa “leggera” diventa davvero concreto il nostro ruolo attivo nella difesa della natura: la sostenibilità ambientale è parte delle nostre scelte giornaliere, che esercitiamo anche con la forchetta. In fondo, si tratta di  dare un valore maggiore a quello che conta davvero, ossia il contenuto, invece che al contenitore!

 

Laura Pozzato
www.aboutgoodfood.com

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>